Cessione del quinto rifiutata? I motivi e cosa fare

La cessione del quinto può essere considerata come un diritto del dipendente, nel senso che il datore di lavoro non può rifiutarsi di concederla. In alcuni specifici casi però è possibile trovarsi davanti ad una cessione del quinto rifiutata.

Ti hanno appena comunicato che la tua richiesta di cessione del quinto non è stata accettata?

Rivolgiti a 4Credit! Insieme troveremo la soluzione giusta alle tue esigenze di credito, permettendoti di ottenere fino a 50.000 .

Contattaci:

Entrerai in contatto con un nostro consulente per analizzare insieme il tuo profilo e le tue necessità. In questo modo potremo fornirti, nel minor tempo possibile, i preventivi per le migliori proposte di cessione del quinto che il mercato del credito ha da offrirti.

Le nostre proposte sono studiate su misura per te: non ti proporremo solamente i prestiti con i tassi più bassi ma anche quelli con le maggiori probabilità di ottenimento, così da trovare sempre una soluzione al tuo bisogno di liquidità.

La cessione del quinto può essere rifiutata?

Quando possono rifiutare la cessione del quinto? Pensavo fosse un mio diritto!“: questa la domanda di un nostro cliente che ha incontrato difficoltà a ottenere la delibera per la sua richiesta di quinto.

La cessione del quinto è una delle soluzioni di finanziamento più sicure e accessibili, ma in alcuni casi può essere rifiutata.

I motivi che determinano il rifiuto di una cessione del quinto sono diversi e possono essere riassunti in:

  • Motivi legati al reddito e alla pensione
  • Problemi con l’azienda per i dipendenti privati
  • Cattivo storico creditizio (cioè una segnalazione al Crif)
  • Età del richiedente e limiti di assicurabilità

Problemi più comuni che causano il rifiuto della cessione del quinto

Vediamoli nel dettaglio.

Cessione del quinto rifiutata per reddito insufficiente

Parliamo di reddito mensile basso: la maggior parte delle finanziarie stabilisce che al cliente, decurtata la rata della cessione del quinto, deve rimanere un netto mensile di circa € 500,00.

Nel caso di clienti che hanno un contratto di lavoro part time o se percettori di una pensione minima, la pratica potrebbe non essere approvata in quanto il reddito mensile percepito sfora questa condizione.

Rifiuto cessione del quinto per segnalazione Crif

Esiste una correlazione fra cessione del quinto e Crif? Michele, nostro cliente, ci ha contattato chiedendoci:

Buongiorno, sto cercando in internet una soluzione. Vi spiego…ho chiesto alla mia banca, Unicredit di Verona, un prestito tramite busta paga. Sembrava tutto ok visto l’azienda per cui lavoro da 10 anni.

Per farla breve, mi hanno mandato un messaggio del tipo cessione del quinto segnalazione crif. Ma come è possibile? La cessione del quinto viene segnalata in crif?

Questo aspetto, al momento, coinvolge poche società finanziarie. Alcuni istituti di credito valutano le banche dati creditizie, negando a volte la fattibilità della pratica in presenza di dati negativi o semplicemente per un eccessivo indebitamento del cliente.

Michele ha ottenuto il suo finanziamento anche se risulta in Crif una segnalazione per sofferenza di un altro finanziamento.

Si può verificare questa condizione anche se:

  • il cliente ha tutti i requisiti minimi richiesti
  • l’azienda è valutata positivamente da parte delle compagnie assicurative
  • il datore di lavoro non è contrario a questa formula di finanziamento

Se hai riscontrato problemi con la cessione del quinto per questa motivazione, contattaci ora! Troveremo la soluzione adatta alle tue esigenze.

Cessione del quinto rifiutata per problemi con l’azienda

Se ti sei visto rifiutare la tua richiesta di finanziamento, non è detto che dipenda da te. Talvolta, infatti, le cause vanno ricercate nell’azienda per cui lavori:

  • azienda non assumibile (o non assicurabile): ogni assicurazione ha propri parametri di giudizio e pertanto generalizzare risulta non semplice. Possiamo dire ad esempio che alcune assicurazioni non gradiscono un’azienda semplicemente per il settore in cui operano (esempio ristorazione, settore edile, settore pulizia) o per la forma giuridica dell’azienda (esempio cooperative, ditte individuali). Quando un’azienda non è gradita all’assicurazione non vuol dire che la stessa vive momenti difficili; possono essere svariate le motivazioni. Di certo aziende con bilanci in negativo, cassa integrazione ordinaria o straordinaria, sono facilmente non gradite;
  • numero dipendenti inferiore a 16: per le aziende private è quasi sempre richiesta questa condizione; almeno 16 dipendenti assunti a tempo indeterminato. Esiste comunque una soluzione, cioè la cessione del quinto per dipendenti di piccole aziende;
  • natura giuridica dell’azienda (esempio sas, snc): da molte assicurazioni non sono gradite richieste di cessione del quinto di dipendenti assunti per ditte individuali, sas e snc.

Cessione del quinto rifiutata per limiti assicurativi

Se parliamo di dipendenti di aziende private, spesso sono vincolati alla mancanza della copertura assicurativa. Ne distinguiamo due:

  • polizza rischio vita
  • polizza rischio impiego

La sottoscrizione di queste coperture è obbligatoria, perché rappresentano il principale strumento di tutela per l’istituto di credito in caso di perdita del lavoro o decesso.

Con la mancata concessione di queste due, non si può parlare di assicurazione che rifiuta la cessione del quinto ma sicuramente questa situazione rappresenta un grosso ostacolo al suo ottenimento.

Una cessione del quinto senza assicurazione, infatti, semplicemente non esiste.

Polizza rischio vita

Un cliente che richiede la cessione del quinto deve godere di buona salute; nel caso in cui ci siano o ci siano state problematiche di questo tipo, evidenti dagli estratti conti contributivi del cliente, l’assicurazione può:

  • rifiutare l’emissione della polizza, quindi non assicurare il cliente
  • chiedere approfondimenti

In questo secondo caso l’assicurazione può richiedere la compilazione del RVM medico (rapporto di visita medica). Consiste in un questionario, che l’assicurazione chiede al medico di base del cliente dovrà firmare, nel quale sono riportate una serie di domande inerenti lo stato di salute del cliente.

Solo dopo aver ricevuto questo documento correttamente compilato, la compagnia assicurativa stabilirà se emettere o no l’assicurazione rischio vita, pertanto determinare la fattibilità della pratica di cessione del quinto.

L’RVM viene richiesto anche in caso di cessione del quinto di importo elevato o se il cliente percepisce una pensione di invalidità.

Polizza rischio impiego

Per quanto riguarda la polizza rischio impiego, questa coinvolge i soli lavoratori dipendenti, escludendo pertanto i pensionati.

La polizza assicurativa rischio impiego garantirà la copertura parziale o totale del debito residuo di questo finanziamento nel caso in cui il cliente, non per giusta causa, dovesse perdere il posto di lavoro.

L’emissione di questa polizza è correlata allo stato di salute, alla stabilità ed affidabilità dell’azienda in cui il dipendente è assunto (la cosiddetta quotazione assicurativa).

Migliore sarà la qualità dell’azienda in cui il dipendente lavora, maggiori saranno le possibilità di ottenere questo finanziamento; questo punteggio di qualità influenzerà anche l’importo che il cliente potrà ottenere.

Altri motivi di rifiuto cessione del quinto

A quelli già visti, si aggiungono altri scenari che possono portare la banca a negare un prestito tramite cessione del quinto:

  • problemi di salute del cliente: in questi casi sono emerse negatività sullo stato di salute del cliente; possono essere correlate allo stato di salute attuale o ad eventi passati, comunque evidenti dagli estratti conti contributivi. Ad esempio un prepensionamento, dovuto a gravi motivi di salute oppure a lunghi periodi di malattia o infortunio, dati presenti negli estratti conti contributivi INPS
  • recente assunzione: l’assunzione minima richiesta sono 3 mesi per dipendenti pubblici e statali, 6 mesi per i dipendenti di aziende private. Nel secondo caso, come vedremo in seguito, il TFR gioca un ruolo fondamentale per il buon esito della richiesta, pertanto un neo assunto potrà ottenere con meno semplicità questo finanziamento. Puoi valutare la cessione del quinto no TFR.
  • cessione del quinto non rinnovabile: in questi casi il cliente ha già la cessione del quinto ma al momento non può rinnovarla in quanto non sono decorsi i termini previsti dalla legge.
  • TFR in fondo pensione aperto: se il TFR non è accantonato in azienda o presso un fondo di categoria (esempio Fondo Cometa), ma in un fondo assicurativo, per la natura di quest’ultimo spesso la pratica risulterà non fattibile.
  • TFR insufficiente: per i dipendenti di aziende private, il trattamento di fine rapporto è un aspetto essenziale per la fattibilità della pratica. Questo valore sarà moltiplicato per un dato ben preciso (che varia da azienda ad azienda). Se il moltiplicatore non è elevato, per un’azienda specifica, il TFR necessario alla fattibilità della pratica dovrà per forza essere considerevole.

Rifiuto datore di lavoro cessione del quinto

Il datore di lavoro può rifiutare la cessione del quinto? No.

Stando alla Legge Finanziaria del 2005, il datore di lavoro non può opporsi in alcun modo alla concessione di un prestito tramite cessione del quinto ad un suo dipendente.

Dal punto di vista burocratico, in fase preliminare il datore di lavoro è tenuto a rilasciare il certificato di stipendio, che documenta la situazione economica del dipendente.

Una volta che quest’ultimo e l’istituto di credito hanno raggiunto un accordo su importo del prestito e piano di rimborso, al datore di lavoro viene richiesto di compilare l’atto di benestare, un documento con il quale viene messo a conoscenza delle condizioni contrattuali.

Con l’atto di benestare il datore è anche chiamato a verificare la regolarità delle condizioni stesse, controllando ad esempio che la rata concordata non superi il 20% dello stipendio del dipendente.

Firmato l’atto di benestare, il datore di lavoro è tenuto a versare regolarmente le rate con trattenuta diretta in busta paga, ponendo il TFR del dipendente a garanzia.

L’unico caso in cui il datore ha il diritto di rifiutarsi è davanti ad una richiesta di delega di pagamento, nota anche come doppia cessione del quinto.

Rinegoziazione e rinnovo della cessione del quinto: differenze e rischi di rifiuto

Quando si parla di rinegoziazione della cessione del quinto, si fa riferimento alla possibilità di rivedere le condizioni del prestito in corso senza necessariamente estinguerlo e stipularne uno nuovo. Al contrario, il rinnovo della cessione del quinto prevede l’estinzione anticipata del vecchio contratto e la stipula di uno nuovo, con durata pari a 10 anni se il primo prestito era quinquennale, o rinnovabile dopo almeno i due/quinti di durata se decennale.

Quando viene rifiutata la rinegoziazione o il rinnovo?

Le banche o le finanziarie possono rifiutare la rinegoziazione o il rinnovo della cessione del quinto in diversi casi:

  • Il cliente non ha ancora raggiunto i tempi minimi di rinnovo previsti dalla legge.
  • Il TFR è insufficiente a garantire il nuovo importo richiesto.
  • Il datore di lavoro o l’amministrazione non concede l’atto di benestare.
  • La situazione reddituale o assicurativa è cambiata, rendendo più rischiosa l’operazione.
  • Sono presenti segnalazioni negative in CRIF o altri sistemi di informazione creditizia che riducono l’affidabilità del richiedente.

Nota pratica: prima di avviare una richiesta di rinegoziazione o rinnovo, verifica sempre con un consulente esperto la fattibilità legale e tecnica, così da evitare pratiche rifiutate e inutili perdite di tempo.

Cessione del quinto respinta, cosa fare in questi casi?

Cessione del quinto negata? Ti consigliamo di valutare la richiesta con un’altra società.

Affidandoti a 4Credit puoi scoprire con quale istituto hai la reale possibilità di ottenere la tua cessione del quinto in quanto, grazie alle nostre convenzioni, possiamo confrontare diverse compagnie assicurative.

Anche se la valutazione della tua azienda non è risultata positiva per una compagnia, probabilmente un’altra, nostra partner, potrebbe rivalutare positivamente la tua pratica.

4Credit è una società di mediazione del credito regolarmente iscritta all’albo OAM n. iscrizione M359.

Il nostro compito è trovare la risposta alla tua domanda, individuando la compagnia assicurativa disposta a procedere con parere favorevole.

Contattaci:

Ottieni i preventivi per le migliori soluzioni di cessione del quinto studiati su misura per te, in maniera gratuita e senza impegno!

FAQ

Perché la cessione del quinto può essere rifiutata?

Sì, nel caso in cui manchino i presupposti per la concessione della copertura assicurativa rischio vita o rischio impiego.

Cosa fare se la cessione del quinto viene rifiutata?

Se la tua cessione del quinto viene rifiutata, puoi:
• Verificare con la banca o l’intermediario i motivi specifici del rifiuto
• Valutare di richiedere un importo più basso, se il problema è legato al TFR insufficiente
• Attendere un miglioramento della situazione lavorativa o creditizia
• Considerare altre soluzioni finanziarie, come la delega di pagamento o forme di consolidamento debiti alternative

Posso riprovare dopo un rifiuto della cessione del quinto?

Sì, è possibile ripresentare la domanda in futuro, ma è importante prima risolvere la causa che ha generato il rifiuto, altrimenti anche la nuova richiesta verrà respinta.

Posso ottenere una cessione del quinto senza assicurazione?

No, la copertura assicurativa è obbligatoria per il buon esito della richiesta di cessione del quinto.

La delega di pagamento può essere rifiutata dal datore di lavoro?

Sì, è nei suoi diritti.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

139 commenti su “Cessione del quinto rifiutata? I motivi e cosa fare

  1. sono pensionato exinpdap percepisco una pensione al netto delle trattenute di 805 euro ho una quota cedibile di 160 euro, ho 300 euro di trattenuta x il figlio (sono divorziato) e una ritenuta di 102 euro per un pignoramento. Nonostante l’inps mi dica che posso accedere a una cessione del quinto avendo una quota cedibile di 160 euro non riesco a ottenerla (chiedo una cessione per 100 euro da restituire in 10 anni) premetto che alla fine del pignoramento di 102 euro ne ho altri due in coda per euro 85. L’inps mi dice che posso avere la terza trattenuta anche in ragione del fatto che è di natura diversa dalle altre due. Sono un ex appartenente alle forze armate e sono andato in pensione per invalidità per un incidente sul lavoro a un ginocchio. Praticamente mi hanno detto che le assicurazioni obbligatorie per legge sulla vita non ammettono la terza trattenuta o nel caso con importo più basso della rata (70 euro) avrei bisogno di circa 8500 euro potete aiutarmi? grazie.

    Rispondi
    • Roberto buongiorno,
      le confermo che si tratta di un limite assicurativo; non viene ammessa una terza trattenuta. Si poteva considerare la cessione a condizione che venivano estinti tutti i pignoramenti.
      Gli alimenti al figlio per quanto tempo dovranno essere ancora dovuti?

  2. Salve mi ha rifiutato una cessione del quinto perche mi chiedono la documentazione dell ospedale militare ma io ho solo l rvm del mio medico curante che afferma sono stato messo a riposo dal servizio nel 2009 per causa di servizio per conflitto femoro acetabolare non ho altri documenti , ho poco piu di 50 anni una salute di ferro 2000 euro di pensione categoria voctps , posso risolvere con voi ovviando alla produzione di verbali medici che non ho e che non riesco a reperire?grazie mille
    saluti

    gino

    Rispondi
    • Gino buongiorno,
      verifichiamo subito la fattibilità del suo quesito. Le risponderemo quanto prima.

    • Gino buongiorno,
      abbiamo verificare e sembra sia possibile procedere anche senza RVM. Vuole parlare con un nostro esperto per una consulenza gratuita e senza impegno?

  3. Ho fatto richiesta cessione del quinto ma l’assicurazione rifiuta perché causa infortunio di 20 anni fa ho perso la vista da un occhio è giusto rifiutare non rishio di morire.grazie

    Rispondi
    • Buongiorno Lorenzo, in realtà la cecità non è motivo assoluto di rifiuto della sua pratica, se vuole non possiamo valutare la sua richiesta senza alcun problema le serve compilare il modulo che trova sul sito o inviare i suoi recapiti su Whatsapp 3929026173 e saremo subito noi a ricontattarla per un preventivo ed una consulenza gratuiti.
      In attesa di un suo riscontro
      Distinti Saluti
      4Credit

Hai qualche domanda? Scrivici su Whatsapp