Negli ultimi dieci anni, il potere d’acquisto delle pensioni ha subito un drastico calo, con una perdita complessiva che sfiora i 10.000 euro. Questo allarmante scenario emerge da uno studio della Uil Pensionati, che lancia un appello al Governo per avviare un tavolo di confronto urgente.
Nel frattempo, sempre più pensionati ricorrono alla cessione del quinto della pensione per far fronte alle difficoltà economiche, attratti anche da tassi d’interesse più vantaggiosi rispetto ai prestiti personali tradizionali.
Cerchiamo di capire meglio qual è la situazione attuale e quali sono le proiezioni future.
Un decennio di erosione del potere d’acquisto
Secondo l’analisi della Uil Pensionati, il blocco della rivalutazione delle pensioni in base al costo della vita ha portato a una perdita economica significativa e permanente per milioni di pensionati italiani.
Il meccanismo di rivalutazione, che avrebbe dovuto garantire un adeguamento degli assegni previdenziali all’inflazione, è stato spesso ridimensionato o addirittura bloccato, con conseguenze dirette sul reddito reale degli anziani.
Per comprendere meglio l’entità di questa perdita, basti considerare il caso di una pensione lorda di 2.400 euro nel 2014: se fosse stata adeguata al 100% dell’inflazione, avrebbe dovuto raggiungere i 2.860 euro nel 2024.
Inutile a dirlo, questa cifra non è stata neanche lontanamente raggiunta.
Il quadro è ancora più critico per chi percepiva pensioni più elevate. Un assegno previdenziale lordo di 3.800 euro nel 2014 avrebbe dovuto raggiungere i 4.515 euro nel 2024, ma in realtà è arrivato solo a 4.365 euro, con una perdita annua di 4.200 euro e una perdita totale nel decennio di 10.150 euro.
Un impatto concreto sulla vita quotidiana
L’erosione del potere d’acquisto non si riflette solo sui numeri, ma ha conseguenze tangibili nella vita di tutti i giorni. La Uil Pensionati ha analizzato come la diminuzione del reddito reale abbia inciso sui consumi quotidiani. Per esempio:
- Nel 2014, con una pensione netta di 1.738,29 euro, un pensionato poteva acquistare circa 1.931 caffè al bar;
- Nel 2024, con una pensione rivalutata a 2.002 euro netti, il numero di caffè acquistabili scende a 1.668, con una riduzione di 262 unità all’anno.
Lo stesso vale per altri beni di consumo, come giornali, prodotti alimentari e servizi essenziali, evidenziando un progressivo impoverimento delle fasce più anziane della popolazione.
La richiesta al Governo: un tavolo di confronto per tutelare i pensionati
Alla luce di questi dati, la Uil Pensionati sollecita il Governo a intervenire per garantire una piena rivalutazione delle pensioni e un adeguamento reale all’inflazione.
“La perdita maggiore si è verificata negli anni 2023 e 2024, quando l’inflazione era molto alta e il metodo di rivalutazione adottato più penalizzante. Nel 2023, ad esempio, la pensione iniziale di 2.256,21 euro ha subito una perdita di 435,80 euro, mentre nel 2024 il taglio è stato ancora più pesante, arrivando a 723,04 euro”, dichiara Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil Pensionati.
Per il 2025, la situazione resta critica: sebbene sia stato reintrodotto il sistema di rivalutazione per fasce, solo le pensioni fino a quattro volte il minimo sono state adeguate al 100% dell’inflazione, mentre per le pensioni più alte si applicano percentuali decrescenti del 90% e 75%.
“Chiediamo con forza che venga aperto un tavolo di confronto con il Governo per tutelare i diritti dei pensionati e garantire una rivalutazione equa e adeguata. La perdita di potere d’acquisto non è solo un problema economico, ma una questione di giustizia sociale”, conclude Barbagallo.
Le proiezioni
Le proiezioni future per il potere d’acquisto delle pensioni e il ricorso alla cessione del quinto possono essere delineate in diversi scenari:
- Ulteriore erosione del potere d’acquisto
Se il sistema di rivalutazione non verrà adeguato completamente all’inflazione reale, è probabile che i pensionati continueranno a perdere capacità di spesa. Questo fenomeno sarà accentuato in caso di persistente inflazione elevata, soprattutto sui beni di consumo essenziali. - Aumento della domanda di finanziamenti
Con il progressivo calo del potere d’acquisto, molti pensionati potrebbero essere costretti a ricorrere sempre più spesso alla cessione del quinto della pensione per far fronte alle spese quotidiane o a imprevisti. Questo trend potrebbe portare a un incremento della richiesta di prestiti, con banche e finanziarie che potrebbero introdurre offerte ancora più competitive. - Possibile intervento normativo
Vista la crescente pressione da parte delle associazioni dei pensionati, il Governo potrebbe essere spinto a intervenire con nuove misure per tutelare il potere d’acquisto, come rivalutazioni più eque o incentivi fiscali per i pensionati con assegni medio-bassi. Tuttavia, qualsiasi intervento dipenderà dalle disponibilità di bilancio e dalle priorità politiche. - Variazioni nei tassi di interesse
Se i tassi di interesse sui prestiti personali dovessero aumentare a seguito delle politiche monetarie della BCE, la cessione del quinto potrebbe diventare una soluzione ancora più attrattiva, in quanto offre generalmente tassi più bassi rispetto ai prestiti tradizionali. Al contrario, un calo dei tassi potrebbe rendere altre forme di finanziamento più convenienti. - Possibile maggior consapevolezza finanziaria
Con l’aumento del numero di pensionati che si affidano a strumenti di credito, potrebbe crescere anche la consapevolezza sulla gestione delle finanze in pensione, con un maggiore ricorso a consulenze specializzate per trovare soluzioni sostenibili nel lungo periodo.
La corsa alla cessione del quinto della pensione
Di fronte a questa progressiva erosione del potere d’acquisto, molti pensionati cercano soluzioni per ottenere maggiore liquidità. Tra queste, la cessione del quinto della pensione si conferma una delle opzioni più utilizzate, anche grazie alla convenienza dei tassi d’interesse rispetto ai prestiti personali tradizionali.
Secondo i dati dell’Osservatorio di PrestitiOnline.it, a gennaio 2025 il miglior tasso per un prestito con cessione del quinto della pensione si attestava al 5,90%, un valore significativamente inferiore rispetto al 7,17% applicato ai prestiti personali. L’importo medio richiesto dai pensionati che optano per questa formula si aggira intorno ai 19.593 euro.
Questa soluzione finanziaria, che prevede la detrazione automatica di una rata mensile pari al 20% dell’assegno previdenziale netto, garantisce ai pensionati un accesso semplificato al credito e tassi più contenuti, in virtù del fatto che le pensioni sono considerate entrate sicure e affidabili dalle banche e dalle finanziarie.
Cessione del quinto della pensione: una soluzione concreta
La cessione del quinto della pensione si configura come uno strumento utile in questo contesto perché consente ai pensionati di ottenere liquidità immediata in modo accessibile e sicuro, compensando almeno in parte la perdita di potere d’acquisto subita negli ultimi anni. Ecco i principali vantaggi che la rendono una soluzione efficace:
- Tassi di interesse più competitivi
Rispetto ai prestiti personali tradizionali, la cessione del quinto offre generalmente condizioni più vantaggiose, con tassi di interesse inferiori. Questo è particolarmente rilevante in un periodo di inflazione elevata, in cui ogni risparmio sugli interessi può fare la differenza. - Rimborso automatico e senza rischi di insolvenza
Il prestito viene rimborsato direttamente attraverso una trattenuta sul cedolino della pensione, eliminando il rischio di mancati pagamenti e offrendo una maggiore tranquillità ai pensionati. - Accesso al credito anche per pensionati anziani
A differenza di altre forme di finanziamento, la cessione del quinto è accessibile anche ai pensionati più avanti con l’età, con limiti che solitamente arrivano fino a 85 o 90 anni a fine prestito, a seconda della banca o finanziaria. - Possibilità di affrontare spese impreviste
Con il progressivo calo del potere d’acquisto, molti pensionati potrebbero trovarsi in difficoltà nel sostenere spese mediche, manutenzione della casa o aiuti economici ai familiari. La cessione del quinto permette di ottenere somme importanti in un’unica soluzione, facilitando la gestione di queste necessità. - Importi flessibili e durata adeguata
L’importo richiesto può essere modulato in base alle esigenze del pensionato, con piani di rimborso che arrivano fino a 10 anni. Questo consente di ottenere liquidità senza incidere troppo sul bilancio mensile.
In un periodo in cui i pensionati vedono erodere il loro reddito reale, la cessione del quinto della pensione rappresenta un’opzione concreta per mantenere una buona qualità della vita e far fronte alle spese quotidiane con maggiore serenità.
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